Ricerca tra la vecchia roba

100 di questi screencasts

Posted: novembre 21st, 2009 | Author: | Filed under: Life, Video | Commenti disabilitati su 100 di questi screencasts

Post breve per annunciare (con ritardo) che gli screencasts di heathenx sono arrivati a quota 100; per chi non lo conosce è un ottimo blog di screencasts relativi all’uso di inkscape, senza farsi mancare piccole delizie come per esempio nel centesimo dove usa anche blender (in 10 minuti è riuscito a spiegarmi cose sul suo utilizzo che in anni non ho mai capito).


Chiavetta Fastweb key su linux

Posted: novembre 12th, 2009 | Author: | Filed under: Hack, Installation party, Life, linux, networking | 1 Comment »

Ultimamente mi ritrovo a dover mettere sempre mani sulle chiavette internet e questa volta è toccato a quella fasweb; pensate che sti pazzi ti fanno l’abbonamento e poi ti danno anche una chiavetta con 100 ore…

Il problema è che come al solito la chiavetta ha la funzionalità di switchare fra storage e modem, ma usb_modeswitch non ha questo device fra quelli funzionali e per questo ci sono io; il procedimento l’ho eseguito su una debian, ma dovrebbe funzionare su qualunque sistema linux.

Prima di tutto dovete avere installato usb_modeswitch ed usare i seguenti parametri

DefaultVendor=  0x1c9e
DefaultProduct= 0xf000

TargetVendor=   0x1c9e
TargetProduct=  0x9603

MessageContent="5553424340bc24828000000080000606f50402527000000000000000000000"

Verificate con lsusb che effettivamente avvenga lo switch. Seguentemente dovete compilare e modificare (in ordine inverso) il modulo option che si trova in drivers/usb/serial/ nel tree dei sorgenti del kernel. Per eventuali ulteriori istruzioni leggetevi la guida definitiva per la chiavetta ONDA dove basta cambiare vendor id e product id in maniera adeguata.


5 anni di firefox

Posted: novembre 11th, 2009 | Author: | Filed under: networking, Video | Commenti disabilitati su 5 anni di firefox

Sono passati 5 anni da quando nel mondo del browser si è affacciato il panda rosso chiamato comunemente mozilla-firefox; l’interesse verso questo evento è più storico in quanto riporta alla mente la filogenesi di questo prodotto.

Attualmente  è sviluppata la versione 3.7 (che è una alfa) e come stabile si ha la 3.5.qualcosa che ha finalmente usato come standard il tag <video>; se risaliamo alla storia delle versioni firefox (3.0, 2.0, 1.5, 1.0)arriviamo al prodotto originale da cui si è originato tutto: il browser Netscape, ottimo esempio di browser sviluppato dalla omonima azienda, ispirò lo sviluppo di firefox (che in origine doveva chiamarsi phoenix, proprio per simboleggiare la rinascita di Netscape, ma per problemi di branding non poteva esserlo).

Risalendo indietro nella storia, la società che sviluppò Netscape fu fondata da uno degli sviluppatori di Camino, il primo web browser ad essere realmente diffuso, in quanto usato quando internet si sviluppò fuori dagli ambiti accademici, proprio quella internet che aveva usato come browser  WorldWideWeb, il primo browser in assoluto sviluppato da Tim Berners Lee, il creatore del web al CERN. A questo punto la storia finisce, a meno di voler tornare indietro fino alla guerra fredda…

Dopo tutto questo guardatevi il video.


Sottocomandi custom di git

Posted: novembre 3rd, 2009 | Author: | Filed under: Bash, Hack, Programmazione | Commenti disabilitati su Sottocomandi custom di git

Da un bel po’ di tempo ormai ho scritto la mia guida git (che peraltro è il mio post più letto) e il tool in questione ormai è andato oltre l’umana comprensione in usabilità e utilità (tranquilli non vengo pagato per questa pubblicità); adesso che sono disoccupato ho un po’ di tempo da dedicare a quello che ho appreso durante quest’anno di lavoro "professionale".

Git come strumento è proprio una toolbox, cioè un insieme di sottocomandi che permettono di eseguire funzioni appropriate su un repository di codice sorgente (e non); come toolbox non potrebbe essere completo se non permettesse di definire comandi custom e non mettesse a disposizione una "libreria" per facilitare le funzioni comuni. Tranquilli, non si parla di linkare codice in C (anche se ha il suo fascino of course) ma di scrivere un semplice (in questo caso di esempio) script per perlustrare le possibilità messe a disposizione.

Partiamo creando un repository di test nella directory temporanea

$ cd /tmp/
$ mkdir testing
$ cd testing
$ git init
Initialized empty Git repository in /tmp/testing/.git/

e di seguito create un file chiamato git-packz

$ cat > git-packz
#!/bin/bash

USAGE="$0 <message>
script di test per sottocomando git
"

PATH=$(git –exec-path):$PATH
. git-sh-setup

if [ $# -lt 1 ]
then
    usage
fi

echo "message: "$1

Adesso dentro questo repository è possibile chiamare il comando eseguendo

$ PATH=.:$PATH git packz miao
message: miao

Questo era solo un esempio, quando avrete scritto uno script che considerate definitivo spostatelo (linkatelo) in una directory puntata dal vostro PATH così da poterlo chiamare tramite un semplice git <nome script da cui si elimina il prefisso "git-">; come potete vedere lo script di esempio è molto semplice e l’unica parte fondamentale è quella in cui viene caricata in memoria dalla shell il contenuto di git-sh-setup. Questo non è altro che uno script che definisce alcune funzioni general purpose proprie di un repository git, cioè

  • die
  • usage
  • set_reflog_action
  • git_editor
  • is_bare_repository
  • cd_to_toplevel
  • require_work_tree
  • get_author_ident_from_commit

Per sapere cosa servono leggetevi la pagina di manuale.


Ubuntu9.10 e chiavetta onda MT505UP

Posted: novembre 3rd, 2009 | Author: | Filed under: Installation party, linux | Commenti disabilitati su Ubuntu9.10 e chiavetta onda MT505UP

Sono venuto a contatto con la nuova versione di ubuntu uscita da una settimana per rendere operante la chiavetta citata nel titolo (anche se il procedimento è estendibile a qualunque altra, ovviamente cambiando opportunamente i parametri che adesso mostrerò) già resa operativa con un metodo molto più hackish qualche post addietro.

Essendo passato un anno la situazione è ovviamente migliorata, non c’è bisogno di compilare driver o scrivere regole di udev in quanto il tutto è ormai pacchettizzato; in poche parole i passi da eseguire sono installare il programma per fare lo switch da chiavetta USB a modem

$ sudo apt-get install usb-modeswitch

poi editare il file /etc/usb_modeswitch.conf e cercare nel file la parte relativa al vostro modello (forse vanno cambiati dei parametri come dal post citato sopra); provare da terminale (con la chiavetta inserita of course)

$ sudo usb_modeswitch

Se non ci sono errori evidenti provate a dare lsusb e notare se adesso il codice USB è diventato 19d2x0002 e se sono comparse le mitiche devices ttyUSB in /dev/. In caso affermativo parrebbe funzionare.

L’ultimo passo è abilitare il riconoscimento automatico dell’azione precedente da parte di udev: editare il file /etc/udev/rules.d/usb_modeswitch.rules e cercare i parametri della chiavetta e decommentare. Per controllo togliete e rinserite la chiavetta tenendo sotto controllo quello che succede in kernel space usando

$ sudo tail -f /var/log/messages

Se vedete che si creano le devices ttyUSB[0-3] (forse ci mette un pochino) allora siete a posto; a quel punto configurate le connessioni (Sistema —> Preferenze —> connessione di rete) e aggiungetene una alla voce "Banda larga mobile" (ad un certo punto non mi faceva modificare la voce per problemi ai permessi ed io ho creato un’altra connessione).

Il pacchetto usb-modeswitch vi installa anche le  rules di udev che servono a fare in maniera che quando voi freakettoni infilate la chiavetta nella porta USB, udev riconosca che azione compiere su di essa (se è una macchina fotografica, scaricare le foto, una motosega tagliarvi un braccio, una vagina USB godere…); il problema è che le regole preimpostare possono mandare in palla usb_modeswitch. In tal caso (cioé, se dopo il riavvio, il comando usb_modecisiamocapiti rimane appeso al terminale) cercate in /etc/udev/rules.d/ una regola che faccia riferimento a usb_modesuicidi e commentate la riga che pare inopportuna. Un /etc/init.d/udev restart farà rileggere tale file dal programma in questione e risolvere il problema.

Ultima nota: a me succede che i DNS non vengano configurati correttamente per cui un workaround può essere aggiungere per esempio quelli di OpenDNS.

Ultimissima nota: Ubuntu9.10 pare veramente fica; dai tempi in cui installavo la red hat su un pentium 1 mettendoci una settimana a renderlo completamente operativo (senza aver neanche schede wifi di mezzo) sembra sia passata una eternità (e forse in tempi informatici lo è veramente); certo le cose che fanno colpo magari sono le cazzatine tipo le finestrelle di notifica traslucenti e finestre che compaiono con fading ed effetti vari che lo fanno sembrare un Mac, però se il tutto risulta usabile senza side effects come mi è parso ieri, allora si può ammettere che il prodotto è valevole (poi io non lo uso perché ho gentoo sul portatile e debian sul fisso:-P). Solo i colori standard sul marrone non li digerirò mai…